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Il neuroma di Morton
07 Apr 2019
Il neuroma di Morton

Cos’è il neuroma di Morton?

Il neuroma di Morton consiste in un aumento di volume di uno dei nervi collocati tra le dita del piede. L’irritazione cronica che provoca i neuroma prende il nome nell’ottoccento dal chirurgo americano Thomas George Morton che per primo descrisse questa condizione dolorosa.

Se trascurato il neuroma di Morton può provocare lo sviluppo di tessuto cicatriziale fibroso attorno al nervo irritato (il tessuto cicatriziale può raggiungere anche le dimensioni di un chicco d’uva).

Quali sono i sintomi del neuroma di Morton?

I sintomi più comuni del neuroma di Morton sono:

  • Dolore sotto la pianta del piede
  • Bruciore sotto la pianta del piede

Con l’aggravarsi della patologia si possono avvertire scosse quando sollecitato il nervo irritato e il dolore diventa costante.

Quali sono le cause del neuroma di Morton?

I fattori che generano il Neuroma ancora oggi non sono chiari, tuttavia è stato accertato che alcuni fattori possano favorire o accentuare il disturbo, tra i più comuni:

  • Uso di calzature non adeguate
  • Scompensi posturali
  • Disturbi neurologici
  • Alluce rigido
  • Alluce valgo
  • Ipercarico dell’avampiede
  • Alterazioni morfologiche del piede (come piede cavo e piede piatto);
  • Lassità dei legamenti
  • Artrite reumatoide
  • Microtraumi ripetuti
  • Sport su superfici non idonee

Trattamento del neuroma di Morton

La precocità della diagnosi è essenziale per il trattamento del neuroma di morton, infatti una volta  Individuato il neuroma, in base alla sua grandezza e al grado di  dolore avvertito dal paziente si sceglie il trattamento più idoneo.

Inizialmente si può optare per dei trattamenti conservativi:

  • l’utilizzo di plantari o ortesi siliconiche;
  • pomate contenenti specifiche sostanze ad azione anti-neuroinfiammatoria (ALIAmidi);
  • fisioterapia;
  • infiltrazioni locali di cortisonici con anestetico;

Nei casi in cui il dolore dovesse persistere e il neuroma assumesse dimensioni più rilevanti le opzioni sono:

  • L’alcolizzazione eco-guidata. Consiste nel localizzare il nervo sotto guida ecografia, raggiungerlo con un sottile ago in anestesia locale ed eseguire una iniezione ecoguidata, composta, da acool assoluto ed anestetico locale. L’etanolo iniettato intorno e dentro il nervo produce una neurolisi chimica, attraverso disidratazione, necrosi e precipitazione del protoplasma.
  • L’intervento chirurgico con asportazione del nervo (neurectomia)si esegue con diversi approcci chirurgici (plantare, trasversale/plantare, longitudinale/dorsale, intermetatarsale). L’approccio dorsale sembra dare maggiori percentuali di successo comunque non superiori all’83%. Le complicanze della chirurgia sono rappresentate da deficit sensitivo a livello delle dita o del fornice digitale.
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